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Il Lavoro e l'Istruzione - Il parere della  Commissione Parlamentare per la riforma amministrativa
Il parere della Commissione Parlamentare per la riforma amministrativa

Il parere della Commissione Parlamentare per l'attuazione delle riforma amministrativa

COMMISSIONE PARLAMENTARE consultiva in ordine all'attuazione della riforma amministrativa ai sensi della legge 15 marzo 1997, n. 59

PARERE su atti del Governo
Schema di decreto legislativo di attuazione della delega conferita dalla legge 15 marzo 1997, n. 59, relativamente al conferimento alle regioni e agli enti locali di funzioni e compiti inerenti il mercato del lavoro

La Commissione

visto lo schema di decreto legislativo presentato alla Commissione dal Governo diretto al conferimento alle regioni e agli enti locali di funzioni e compiti in materia di collocamento e di politiche attive del lavoro;

considerato che detto conferimento è stato prefigurato nell'accordo per il lavoro siglato il 24 settembre 1996 tra il Governo e le parti sociali;

preso atto che detta riforma attua gli obblighi assunti tanto in sede comunitaria che in sede OCSE dall'Italia;

visto che la legge 24 giugno 1997, n. 196 recante «Norme in materia di promozione dell'occupazione» affronta il nodo della formazione professionale, indicando come chiave di volta dell'azione nel settore, l'integrazione del sistema di formazione professionale con il mondo del lavoro, onde possedere uno strumento in grado di assicurare ai lavoratori un miglioramento della qualità dell'offerta di lavoro e quindi maggiori possibilità di occupazione. Conseguentemente, stante la competenza in materia di «istruzione professionale» attribuita alle regioni ai sensi dell'articolo 117 della Costituzione (come specificata dall'articolo 35 del decreto del Presidente della Repubblica n. 616 del 1977), diventa indispensabile, onde garantire la predetta integrazione, conferire funzioni e compiti in materia di collocamento e mercato del lavoro alle regioni;

vista la legge 15 marzo 1997, n. 59;

verificato che l'esercizio della delega ha garantito il mantenimento in capo allo Stato delle funzioni tassativamente elencate dalla predetta legge n. 59 del 1997;

verificato altresì che tutti i rimanenti compiti in materia di collocamento e politiche attive per il lavoro risultano effettivamente oggetto del conferimento;

considerato che lo schema di decreto individua le procedure di conferimento e gli strumenti di raccordo necessari;

preso atto che lo schema di decreto prevede espressamente la soppressione di strutture centrali e periferiche oggi operanti per lo svolgimento delle funzioni e dei compiti trasferiti;

considerato che nella discussione generale la grande maggioranza della commissione ha ritenuto opportuno considerare la materia conferita esercitabile in grandi bacini territoriali, riconoscendo quindi la fondatezza della previsione (contenuta all'articolo 2) di conferire le funzioni e i compiti in materia di collocamento (primo comma) e di politica attiva del lavoro (secondo comma) alle regioni, corrispondendo così alla norma di cui al primo comma dell'articolo 3 della legge 8 giugno 1990, n. 142, stante l'esigenza di carattere unitario del sistema su base regionale;

considerato che è comunque opportuna la piena partecipazione nella gestione del sistema degli enti locali e che per tanto la commissione ritiene opportuno che il testo del decreto legislativo, in alcune sue norme, sia in tal senso reso maggiormente esplicito in virtù della disposizione contenuta al primo comma, lettera b), dell'articolo 3 della legge 15 marzo 1997, n. 59, nonchè del secondo comma dell'articolo 4 della predetta legge;

vista la necessità di rapido adeguamento del quadro ordinamentale italiano agli obblighi comunitari che impongono il superamento del principio del monopolio pubblico delle attività di mediazione tra domanda e offerta di lavoro stabilito dall'articolo 7 della legge n. 264 del 1949, e considerata la necessità di operare tale profonda trasformazione attivando la concorrenzialità tra il sistema pubblico e quello privato, per cui è necessario garantire alle regioni il tempo necessario per riorganizzare il servizio pubblico senza con ciò danneggiare il nascente sistema privato di mediazione e preso atto della delicatezza della materia per le garanzie evidenti che debbono essere fornite ai prestatori d'opera oggetto della mediazione;

tutto ciò premesso e considerato, udita la relazione, ascoltato il dibattito generale, auditi i rappresentanti del Governo, visto lo schema di parere proposto dal relatore e considerato il dibattito che su tale schema è seguito con le proposte emendative dei vari commissari;

esprime parere favorevole

con le seguenti osservazioni:

a) all'articolo 2, primo comma, la lettera d) recante autorizzazione all'espletamento di attività lavorative all'estero dovrebbe essere diversamente formulata. Se infatti pare opportuno che in materia di mercato del lavoro possa essere conferita alle regioni la funzione relativa all'organizzazione dell'incontro tra domanda e offerta di lavoro all'estero, la Commissione segnala che rispetto alla funzione autorizzativa, essa sembra rientrare tra le funzioni e i compiti riconducibili alle competenze degli affari esteri (articolo 1, terzo comma, lettera a) della legge n. 59 del 1997). Si ritiene più opportuno conferire la funzione relativa alla concessione del nulla osta per il collocamento a livello locale, mantenendo l'autorizzazione in capo allo Stato;

b) Sempre all'articolo 2, la commissione ritiene che, pur concordando sul conferimento delle funzioni e dei compiti alle regioni nel rispetto delle esigenze di carattere unitario nei rispettivi territori, sia necessario indicare una articolazione di compiti nell'ambito del sistema delle autonomie locali. Più nel dettaglio la commissione ritiene che nel decreto legislativo dovrebbero essere indicati i seguenti livelli a cui conferire le seguenti funzioni:

alla regione, nel quadro della propria attività legislativa, dovrebbero essere conferiti i compiti di programmazione, indirizzo, valutazione e controllo in particolare per ciò che riguarda l'integrazione e la definizione di standard operativi per le funzioni da svolgere e le prestazioni da erogare;

alle province dovrebbero essere attribuite le competenze in ordine alla definizione dei programmi territoriali e della gestione integrata dei servizi specialistici e di collocamento;

ai comuni, singoli o associati, dovrebbero essere conferite le funzioni amministrative e organizzative dei servizi, in collaborazione con le province nella gestione dei servizi medesimi.

c) All'articolo 4, si propongono le seguenti modificazioni:

comma 1, lettera a), correggere il riferimento (articolo 4 anzichè articolo 3); integrarla con il riferimento alle lettere f) e h);

comma 1, lettera b), sostituire la parola: «proposta» con la parola «progettazione»;

comma 1, lettera d), pur concordando la commissione sulla necessità della presenza nel sistema regionale di un organismo dotato di autonomia gestionale con il compito di attuare il raccordo tra la programmazione e la formazione professionale, ritiene tanto che debba essere evitata la dizione «ente» - che lascia intendere la possibilità di una struttura organizzativamente «pesante», consentendo invece all'autonomia regionale la scelta del modello organizzativo - quanto che a tale organismo siano riservati esclusivamente compiti «leggeri» di monitoraggio e di assistenza tecnica ai servizi decentrati, evitando che su di esso si concentrino i compiti propri di province e comuni;

d) L'articolo 6 andrebbe meglio riformulato: considerato che - al secondo comma - la provincia è deputata a costituire una commissione tripartita per le politiche del lavoro la cui presidenza dovrebbe essere attribuita all'organo monocratico competente $[previsto dalla lettera b)$] ai sensi del primo comma; e che in detto primo comma è stabilito che le funzioni degli organi collegiali elencati che contestualmente si sopprimo, siano trasferite agli organi monocratici competenti; potrebbe ingenerarsi un modello organizzativo di difficile operatività poichè si imporrebbe una presidenza variabile (per il combinato disposto dei due commi). Onde evitare confusione nell'operatività della commissione ovvero problematiche rotazioni nella presidenza, è opportuno che:

o si attribuiscano le funzioni degli organi collegiali soppressi ad un unico organo monocratico (riformulando il primo comma);

o si attribuisca in modo esplicito ad un unico organo monocratico (ad esempio il presidente dell'amministrazione provinciale competente) la presidenza della commissione;

e) All'articolo 10 si propongono le seguenti modifiche ed osservazioni:

1) eliminare il termine «organizzazioni» limitando le attività a imprese, gruppi di imprese (anche cooperative) e agli enti non commerciali (di cui al codice civile);

prevedere che i soggetti abbiano come oggetto sociale esclusivo quello dell'attività di mediazione tra domanda e offerta di lavoro;

valutare l'opportunità di elevare il limite minimo di capitale sociale per le imprese, gruppi di imprese, cooperative e loro consorzi e di considerare per gli enti non commerciali qualche altra formulazione (ad esempio il valore del patrimonio) stante che i medesimi non necessariamente dispongono di capitale versato.

2) Al terzo comma si preveda che, dopo il primo periodo, successivamente la autorizzazione venga rinnovata non a tempo indeterminato ma con scadenza triennale.

3) Sempre al terzo comma, venga reso perentorio il termine trimestrale per l'emissione di un provvedimento amministrativo (sia esso di autorizzazione che di respingimento dell'istanza) onde rendere certo per il richiedente il tempo massimo di attesa, nel rispetto della legge n. 241 del 1990.

4) Al quinto comma, lettera b), si precisino meglio le condizioni per la revoca dell'autorizzazione. Sembra opportuno prevedere anche la revoca su iniziativa del Ministero del lavoro, in caso di violazione del divieto alla discriminazione dei prestatori di lavoro di cui al settimo comma, oltrechè dell'obbligo dell'esercizio a titolo gratuito dell'attività di mediazione per i prestatori di lavoro di cui al nono comma.

5) Al sesto comma, lettere a) e b), valuti il Governo l'opportunità di estendere tra le competenze professionali degli operatori e degli amministratori e direttori generali anche quelle relative all'orientamento lavorativo, selezione e formazione del personale.

6) Al dodicesimo comma si segnala l'opportunità, per mera esigenza di chiarezza nella norma di abrogare esplicitamente le parti da disapplicare della legge 29 aprile 1949, n. 264, richiamando anche l'inapplicabilità della sanzione amministrativa nei confronti del datore di lavoro che assume senza avvalersi di nessuna delle strutture preposte all'intermediazione già per altro contenuta nella legge n. 608 del 1996.

7) Al tredicesimo comma, vista la complessità e la durata del processo di conferimento (sei mesi per la legge regionale e, successivamente, tre mesi per l'emissione del DPCM per il puntuale trasferimento di risorse alle regioni e agli enti locali), pare opportuno prevedere un diverso termine per l'avvio dell'attività di mediazione da parte dei soggetti di cui al secondo comma. Onde evitare di penalizzare le regioni più efficienti, il termine predetto dovrebbe essere legato all'approvazione della legge regionale e non all'entrata in vigore del decreto legislativo. Pare alla commissione che la fissazione del termine massimo di dodici mesi dall'entrata in vigore della legge regionale possa considerarsi congruo. Inoltre, in tal modo, la responsabilità per la violazione del diritto alla libera concorrenza sarebbe individuabile in capo alla regione inadempiente.

f) Infine all'articolo 11 si propongono le seguenti modificazioni e integrazioni:

al terzo comma, alla luce della necessità di garantire l'unitarietà dei sistemi informativi nazionali, come per altro stabilito dal primo comma, si segnala la necessità di un richiamo esplicito all'utilizzo da parte del SIL dei servizi di interoperabilità e delle architetture di cooperazione previste nell'ambito della rete unitaria delle pubbliche amministrazioni;

al comma 7, ove oltrechè attività di conduzione e di manutenzione degli impianti tecnologici e delle unità operative regionali e locali, possano essere riservate alle regioni e agli enti locali attività di sviluppo autonomo di parti del sistema, fatto salvo il mantenimento della necessaria omogeneità, interconnessione e fruibilità dello stesso da parte del livello nazionale. È, inoltre, opportuno prevedere esplicitamente la stipula di convenzioni tra il Ministero del lavoro e le Regioni, per la gestione e le implementazioni del sistema informativo da parte di queste ultime;

al comma 8 occorre attribuire all'organo tecnico con compiti di raccordo tra il Ministero del lavoro, le regioni e le amministrazioni locali, anche il compito di valutazione su proposte di implementazione del sistema da parte degli enti locali e delle regioni;

al comma 9, ove si prevede il decreto del Ministro del lavoro di concerto con quello del tesoro, per la composizione e il funzionamento dell'organo tecnico, venga inserita una disposizione che preveda la partecipazione di tecnici designati dalla Conferenza permanente Stato-Regioni e da quella per i rapporti tra lo Stato, le Città e le Autonomie locali.

Proposte emendative al parere predisposto dal relatore sullo schema di decreto legislativo di attuazione della delega conferita dalla legge 15 marzo 1997, n. 59, relativamente al conferimento alle regioni e agli enti locali di funzioni e compiti inerenti il mercato del lavoro

Premettere al punto a) della proposta di parere la seguente osservazione All'articolo 1, comma 3), sostituire il punto b) e c) con il seguente: «conciliazione e risoluzione delle controversie collettive di rilevanza nazionale».

1. Gubert

Proposta soppressiva del punto a) della proposta di parere

Sopprimere l'osservazione relativa all'articolo 2, primo comma, lettera d), per tener conto del mutamento delle funzioni dei confini nazionali interni alla Unione Europea e dell'apertura dei confini con Stati diversi (Svizzera, Slovenia, Croazia, ecc.).

2. Gubert

Proposta emendativa relativa al punto b), secondo capoverso, della proposta di parere

Sopprimere dalle parole «alle province» alle parole «e di collocamento».

3. Garra

Proposta soppressiva del terzo capoverso del punto b) della proposta di parere

Sopprimere il terzo capoverso (ai Comuni...) trasferendone il contenuto (funzioni amministrative...) alle Pro-vince.

4. Gubert

Proposta aggiuntiva del punto b), terzo capoverso, della proposta di parere

Sostituire il terzo periodo dalle parole «ai Comuni» alle parole «dei servizi medesimi» come segue:

«ai Comuni, singoli o associati dovrebbero essere conferite le competenze, in ordine alla definizione dei programmi territoriali e della gestione integrata dei servizi specialistici e di collocamento, nonchè le funzioni amministrative dei servizi».

5. Garra

Proposta aggiuntiva del punto b), terzo capoverso, della proposta di parere

Inserire dopo le parole «Comuni, singoli o associati» le parole «e alle Comunità Montane nelle aree montane».

6. Gubert

Aggiungere al punto b) della proposta di parere la seguente osservazione:

All'articolo 2, comma 2, lettera c), aggiungere a «soggetti tossico dipendenti» anche «ex carcerati».

7. Gubert

Aggiungere dopo il punto b) della proposta di parere la seguente osservazione:

Il primo comma dell'articolo 3, coerentemente con le previsioni della legge delega, ribadisce la riserva statale per le funzioni relative alle eccedenze di personale.

Tuttavia, al secondo comma, viene poi stabilita una procedura di esame congiunto con le Regioni in materia strettamente collegata con quella di cui all'articolo 1, comma 3, lettera o), della delega; ciò sostanzialmente elude la delega a meno che la formula del secondo comma non sia superflua e dunque da espungere.

Si deve perciò sopprimere l'intera disposizione del comma 2.

8. Frattini

Aggiungere al punto c) della proposta di parere le seguenti osservazioni:

Alla lettera a) del comma 1 dell'articolo 4, dopo le parole «enti locali» si devono aggiungere le seguenti: «territoriali e funzionali».

Alla lettera b) del comma 1 dell'articolo 4, dopo le parole «di competenza regionale» aggiungere le seguenti: «prevedendo il raccordo con le Camere di Commercio anche ai fini della rilevazione della domanda di lavoro».

9. Frattini

Aggiungere al punto c) della proposta di parere le seguenti osservazioni:

Al comma 1, lettera a), dell'articolo 4 occorre specificare che nella dizione «enti locali» si comprendono sia gli enti locali territoriali sia quelli funzionali.

Al comma 1, lettera b), dell'articolo 4 occorre prevedere che la commissione regionale permanente tripartita si raccordi con le Camere di commercio, anche ai fini della rilevazione della domanda di lavoro.

10. Giaretta

Aggiungere dopo il punto d) della proposta di parere la seguente osservazione:

All'articolo 7, comma 1, lettera a), occorre prevedere che il personale attualmente in servizio con contratto di diritto privato presso le Agenzie per l'impiego sia trasferito alle Regioni, in modo tale da assicurare la continuità del rapporto di lavoro, con eventuale opzione tra Regioni e Ministero negli stessi limiti di cui al comma 1, lettera b), ed al comma 2, e con la possibilità di trasformazione di tale rapporto a seguito di concorsi interni per titoli integrati da colloquio.

Ciò appare necessario al fine di garantire alla pubblica amministrazione di continuare ad avvalersi dell'apporto di sicure e collaudate professionalità nel campo del mercato del lavoro, evitando il grave danno che agli stessi lavoratori deriverebbe dalla cessazione dei rapporti attualmente in corso e dal conseguente stato di disoccupazione.

11. Giaretta

Aggiungere dopo il punto d) della proposta di parere la seguente osservazione:

Nel parere, con riferimento all'articolo 7, comma 1, lettera a), dello schema di decreto legislativo in esame, pare opportuno inserire, tra le osservazioni, la previsione della soppressione della espressione finale della suddetta disposizione: «fino alla scadenza del relativo contratto di lavoro».

12. Marotta

Proposta emendativa relativa al punto e), numero 1), terzo capoverso, della proposta di parere

Dopo la parola «consorzi» inserire «ad almeno 500 milioni di lire».

13. Bielli

Aggiungere al punto e), numero 1), della proposta di parere la seguente osservazione:

Al comma 2 dell'articolo 10 dopo le parole «ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale» aggiungere le seguenti: «per ambiti di operatività pluriregionale o della Regione competente per ambiti regionali o infra-regionali».

14. Gubert

Proposta modificativa del punto e), numero 1), della proposta di parere

Sopprimere all'articolo 10, comma 2, le parole: «da organizzazioni o enti non commerciali».

14. Bielli

Proposta emendativa relativa al punto e), numero 2), della proposta di parere

Sopprimere il punto 2) o almeno portare il termine da tre anni a dieci anni.

15. Gubert

Aggiungere al punto e), dopo il numero 3), della proposta di parere la seguente osservazione:

All'articolo 10 si dovrà prevedere che, ove il Ministero non provveda, entro tre mesi dalla richiesta, al rilascio della autorizzazione, l'attività può essere senz'altro avviata, salvo il potere di revoca esplicita motivata da parte dell'Amministrazione.

16. Frattini

Aggiungere al punto e), dopo il numero 3), della proposta di parere la seguente osservazione:

All'articolo 10, comma 4, è opportuno prevedere che le associazioni e le organizzazioni non commerciali, a carattere nazionale, possano acquisire un'unica autorizzazione valida per tutte le strutture territoriali, affiliate o consorziate, sul territorio nazionale.

Pare inoltre opportuno stabilire che l'ente titolare di una siffatta autorizzazione possa svolgere attività di mediazione sia mediante proprie strutture ed uffici, sia mediante strutture ed uffici messi stabilmente a disposizione dai soci o dagli associati dell'ente in virtù di apposite convenzioni o obblighi statutari.

17. Giaretta

Aggiungere al punto e), numero 5), della proposta di parere la seguente osservazione:

All'articolo 10, comma 6, lettera a), dopo le parole «uffici idonei», inserire le seguenti: «nonchè garantire che l'attività interessi un ambito distribuito sull'intero territorio nazionale e comunque non inferiore a quattro regioni».

18. Bielli

Aggiungere al punto e), numero 5), della proposta di parere la seguente osservazione:

All'articolo 10, comma 6, lettera b), sostituire le parole: «in possesso di titoli di studio adeguati ovvero di comprovata esperienza nel campo della gestione del personale della durata di almeno tre anni» con le seguenti: «che siano abilitati all'esercizio delle professioni di consulente del lavoro, commercialista, avvocato».

19. Bielli

Aggiungere al punto e), dopo il numero 5), della proposta di parere il seguente numero:

«5-bis). Al comma 7 dell'articolo 10, dopo la parola |sesso|, inserire la parola |età|».

20. Gubert

Aggiungere al punto e), dopo il numero 5), della proposta di parere il seguente numero:

«5-bis). All'articolo 10, comma 7, dopo la parola |sesso| inserire la parola |stato civile, numero di figli, condizione di gravidanza, intenzioni procreative|».

21. Gubert

Aggiungere al punto e), dopo il numero 5), della proposta di parere il seguente numero:

«5-bis). Al comma 7 dell'articolo 10, dopo la parola |cittadinanza| inserire le parole seguenti: |di paesi appartenenti all'Unione Europea e, se di altri paesi, a condizione che essa sia accompagnata da regolare permesso di soggiorno|».

23. Gubert

Proposta modificativa del punto e), numero 7) della proposta di parere

L'inizio dell'attività di mediazione privata di manodopera potrà avvenire dopo l'entrata in regime del nuovo servizio pubblico per l'impiego delle Regioni e degli EELL, prevedendo un potere sostitutivo del Ministero in caso di inadempimento del livello regionale.

24. Tapparo

Proposta modificativa del punto e), numero 7) della proposta di parere

Sostituire all'articolo 10, comma 13, «il termine massimo di 12 mesi» con 8 mesi».

25. Bielli

Aggiungere al punto f), primo capoverso, della proposta di parere, le seguenti osservazioni:

Al termine del comma 2 dell'articolo 11 è opportuno fare espressa menzione del sistema informativo sull'occupazione e la formazione realizzato dalle Camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura.

Al comma 3 dell'articolo 11 occorre specificare che nella dizione «enti locali» si comprendono sia gli enti locali territoriali sia quelli funzionali.

26. Giaretta

Aggiungere al punto f), primo capoverso, della proposta di parere, le seguenti osservazioni:

Al comma 3 dell'articolo 11, dopo le parole «enti locali» si devono aggiungere le seguenti «territoriali e funzionali».

27. Frattini

Aggiungere al punto f), secondo capoverso, della proposta di parere la seguente osservazione:

Prevedere all'articolo 11, comma 7, che lo sviluppo del sistema informativo sia attuato dal Ministero del lavoro in rapporto e con accordo delle singole regioni e che la gestione del sistema informativo a base regionale sia svolto dalle singole regioni con previsione di un potere sostitutivo del Ministero in caso di inadempimento del livello regionale.

28. Tapparo

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