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Il Lavoro e l'Istruzione - Il parere delle Regioni sul decreto legislativo n.469/1997
Il parere delle Regioni sul decreto legislativo n.469/1997

Il parere delle Regioni sul decreto legislativo n.469/1997

P A R E R E
delle Regioni, delle Province, dei Comuni e della Comunità Montane
S U L L O
SCHEMA DI DECRETO LEGISLATIVO DI ATTUAZIONE DELLA DELEGA CONFERITA DALLA LEGGE 15 MARZO 1997, N. 59, RELATIVAMENTE AL CONFERIMENTO ALLE REGIONI ED AGLI ENTI LOCALI DI FUNZIONI E COMPITI INERENTI IL MERCATO DEL LAVORO

Roma, 4 dicembre 1997

La imminente riforma dei servizi per l’impiego rappresenta un’occasione importante nel cammino della più complessiva riforma del marcato del lavoro e un momento fondamentale per il rilancio delle politiche occupazionali.

A fronte di importanti risultati raggiunti, a livello nazionale, sul piano del risanamento dei conti pubblici e del controllo dell’inflazione, la possibilità di poter contare su strumenti moderni di incentivazione alla nuova occupazione e alla promozione di nuove imprese, come pure di strumenti adeguati ed efficaci di incontro domanda ed offerta di lavoro, significa, per le Regioni, e per il complesso delle Autonomie, un momento fondamentale per la definizione di opportune politiche per il lavoro e soprattutto, significano un presupposto qualificato per il rilancio dell’occupazione.

Questa riforma si propone la complessiva qualificazione del sistema pubblico di gestione del mercato del lavoro rispetto al quadro generale di riferimento che vedrà la presenza concorrente del sistema privato e quindi diventa occasione importante per portare il nostro Paese a livelli di offerta di servizi più alti e più efficaci al pari almeno delle migliori esperienze europee.

Base fondamentale del nuovo assetto è individuabile nella ricomposizione delle funzioni necessarie all’incontro tra domanda ed offerta di lavoro, in particolare nell’integrazione tra i servizi della formazione professionale, dell’assistenza, dell’orientamento e del collocamento, per cui al cittadino ed alle imprese saranno offerti servizi più ampi e più adeguati a rispondere alle richieste del mercato del lavoro.

In questo quadro appare determinante, quindi, il ruolo centrale delle realtà locali e la funzione delle istituzioni locali, delle Province in primo luogo, dei Comuni e delle Comunità Montane, che a vari livelli, e a gradi diversi di partecipazione, costituiscono il cardine del nuovo sistema dei servizi all’impiego, e più in generale, delle iniziative locali per lo sviluppo e l’occupazione.

Peraltro, occorre innanzitutto rilevare come le materie del collocamento e dei mercato del lavoro non rientrano tra quelle di cui all’art. 117 della Costituzione così che i compiti e le funzioni cui fa riferimento lo schema di decreto legislativo attengono all’ipotesi disciplinata dall’art. 4, comma secondo, della legge 59/97 e, pertanto, il conferimento a Comuni, Province e Comunità Montane deve avvenire sulla base del principio di sussidiarietà.

Così, nel valutare la complessità di questo settore e l’intreccio forte tra materie comprese nell’art. 117 della Costituzione e competenze conferite dalla legge 59/97 ai sensi dell’art. 118 della Costituzione, si è reso necessario un impianto di distribuzione delle competenze basato su un ruolo primario delle Regioni e su un successivo processo di attribuzione alle Autonomie locali, si condivide lo schema della riforma proposto dal Governo nella misura in cui si affidano i compiti di programmazione ed indirizzo e di garanzia della integrazione delle funzioni, in base al loro potere legislativo ed organizzatorio, alle Regioni e i compiti e le funzioni di orientamento, formazione professionale e collocamento) alle province e alle autonomie locali, anche se tale conferimento avviene straordinariamente in forma indiretta rispetto agli indirizzi delle legge 59/97 (come rilevato sia dagli enti locali che dal Governo in sede di Conferenza Unificata del 13 novembre 97).

In questo contesto appare allora necessario modificare gli articoli 2 e 4 dello schema di decreto legislativo in modo da garantire un equilibrio istituzionale tra i livelli di governo interessati al conferimento.

A tal fine si propone una riformulazione di tali articoli (v. Allegato).

In questa prospettiva diventa prioritario che "all’Ente regionale" previsto dall’art. del decreto legislativo proposto, siano "riservati esclusivamente compiti leggeri di monitoraggio e di assistenza tecnica ai servizi decentrati, evitando che su di esso si concentrino compiti propri della Province Comuni", come indicato dalla Commissione Parlamentare istituita ai sensi della legge 59/97.

Si ritiene allora che il processo di attribuzione individuato, in questo testo, per la complessità e la particolarità della materia, non sia lesivo degli interessi delle autonomie locali ma che anzi vada a garantire gli opportuni ruoli e le opportune funzioni nell’ambito di un necessario ed essenziale "sistema regionale" di servizi unitario e coordinato e nel quadro di una corretta attuazione del principio di sussidiarietà.

A completamento del giudizio si rileva che nel DPCM previsto dalla legge 59/97 riguardante l’individuazione delle risorse necessarie al funzionamento e alla sviluppo del nuovo sistema di dovrà tener conto, oltre che della necessaria adeguatezza delle stesse risorse, anche di una loro destinazione diretta ai soggetti istituzionali che a vari gradi e livelli saranno chiamati a costituire il sistema stesso, così come evidenziato nel documento presentato dalle Regioni nella precedente seduta della Conferenza.

Si raccomanda, inoltre: che rispetto all’art. 6, deve prevedersi esplicitamente al Presidente della provincia la presidenza della Commissione provinciale; rispetto agli artt. 10 e 11 deve essere maggiormente garantito da parte del Governo, il ruolo ed il potere delle Regioni e della Autonomie locali, riguardo alla verifica e al controllo dell’attività privata e un maggior coinvolgimento nella programmazione e gestione del sistema informativo, in particolare per quanto riguarda l’utilizzo e la funzione di questo strumento a livello di territorio.

ART. 2

(funzioni e compiti conferiti)

1. Sono conferiti alle Regioni le funzioni ed i compiti relativi al collocamento e in particolare:

a) collocamento ordinario, agricolo e dello spettacolo;

b) collocamento obbligatorio;

c) collocamento dei lavoratori non appartenenti all’Unione Europea;

d) autorizzazione all’espletamento di attività lavorativa all’estero;

e) collocamento dei lavoratori a domicilio;

f) collocamento dei lavoratori domestici;

g) avviamento a selezione negli enti pubblici e nella Pubblica amministrazione, ad eccezione di quello riguardante le amministrazioni centrali dello Stato e gli uffici centrali degli enti pubblici;

h) preselezione ed incontro tra domanda ed offerta di lavoro;

i) iniziative volte ad incrementare l’occupazione e ad incentivare l’incontro tra domanda ed offerta di lavoro;

2. Sono conferiti altresì alle Regioni le funzioni ed i compiti in materia di politica attiva del lavoro ed in particolare:

a) la programmazione e il coordinamento delle iniziative volte ad incrementare l’occupazione e ad incentivare l’incontro tra domanda e offerta di lavori;

b) il concorso nella elaborazione di progetti relativi all’occupazione di soggetti tossicodipendenti;

c) la programmazione di iniziative volte a favorire l’occupazione degli iscritti alle liste di collocamento con particolare riferimento ai soggetti destinatari di riserva di cui all’articolo 25 della legge 23 luglio 1991, n. 223;

d9 la programmazione e il coordinamento delle iniziative finalizzate al reimpiego dei lavoratori posti in mobilità e all’inserimento lavorativo di categorie svantaggiate;

e) l’indirizzo e la programmazione dei tirocini formativi e delle borse lavoro ai sensi della legge 24 giugno 1997, n. 196;

f) l’indirizzo, la programmazione e la verifica dei lavori socialmente utili ai sensi del decreto legislativo n.......del.......;

g) la compilazione e la tenuta delle liste di mobilità dei lavoratori ai sensi della legge 23 luglio 1991 n. 223.

3. (Idem)

4. (Idem)

ART. 4

(Criteri per l’organizzazione del sistema regionale per l’impiego)

1. L’organizzazione amministrativa e le modalità di esercizio delle funzioni e dei compiti conferiti ai sensi del presente decreto sono disciplinati, anche al fine di assicurare l’integrazione tra i servizi per l’impiego, le politiche attive del lavoro e le politiche formative, con legge regionale da emanarsi entro sei mesi dalla data di entrata in vigore del presente decreto, secondo i seguenti principi e criteri direttivi:

a) ai sensi dell’art. 4, comma 3, lettere f), g) e h), della legge 15 marzo 1997 n. 59, attribuzione alle Province delle funzioni e dei compiti di cui all’articolo 2, comma 1, del presente decreto, finalizzata alla realizzazione dell’integrazione delle funzioni di cui al comma 1;

b) costituzione di una Commissione regionale tripartita quale sede concertativa di progettazione, proposta, valutazione e verifica rispetto alle linee programmatiche e alle politiche del lavoro di competenza regionale; la composizione di tale organo collegiale deve prevedere la presenza del rappresentante regionale competente per materia di cui alla lettera c), delle parti sociali sulla base della rappresentatività determinata secondo i criteri previsti dall’ordinamento, rispettando la pariteticità delle posizioni delle parti sociali stesse, nonché quella del consigliere di parità nominato ai sensi della legge 10 aprile 1991 n. 125;

c) testo proposto dalla Regioni:

individuazione, ai sensi dell’art. 1, comma 1, lett. c), della legge 59 del 1997, di idonee procedure e istanze di raccordo tra Regione e Province, al fine di concorrere alla realizzazione dell’integrazione tra l’attività del sistema regionale dei servizi per l’impiego, le politiche formative e le politiche attive del lavoro;

c) testo proposto dalla Autonomie Locali:

costituzione di un organismo istituzionale permanente avente i compiti di proposta, valutazione e verifica circa l’integrazione tra i servizi all’impiego, le politiche attive del lavoro e le politiche formative, composta dai rappresentanti istituzionali della Regione, delle Province, dei Comuni e delle Comunità Montane.

d) affidamento delle funzioni di assistenza tecnica e monitoraggio, nelle materie di cui al comma 2, dell’art. 2, ad apposita struttura regionale dotata di personalità giuridica, patrimoniale e contabile, a garanzia della realizzazione dell’integrazione dei servizi di cui al comma 1 e nel rispetto delle attribuzioni di cui alle lettere a) e b). Tale struttura dovrà garantire inoltre il collegamento con il Servizio Sistemi per l'impiego di cui all’art. 11 del presente decreto.

e) gestione ed erogazione, da parte delle Province, in accordo con i Comuni, dei servizi connessi alle funzioni di cui all’art. 2 e, per i compiti attribuiti ai sensi del comma 1, lettera a) tramite strutture denominate "centri per l’impiego";

f) la distribuzione territoriale dei centri per l’impiego sulla base di bacini provinciali con utenza non inferiore a 100.000 abitanti, fatte salve motivate esigenze socio geografiche;

g) testo proposto dalle Regioni:

possibilità di attribuzione alla struttura di cui alla lett. d) di ulteriori funzioni e compiti rispetto a quelli conferiti ai sensi del presente decreto e comunque nel rispetto delle attribuzioni di cui alle lettere a) e b), potendo anche prevedere l’eventuale erogazione a titolo oneroso per i servizi offerti a privati che ne facciano richiesta:

(le Autonomie locali ne propongono la soppressione considerandolo superfluo in quanto già rientrante nelle potestà regionali);

h) testo proposto dalla Autonomie locali:

indirizzi, per l’erogazione, anche a titolo oneroso, da parte delle Province di servizi specialistici tramite soggetti pubblici o privati, relativamente alle funzioni loro attribuite ai sensi del presente decreto.

2. Le Province, ai sensi dell’art. 3, comma 1, lett. c) della legge 59 del 1997, individuano adeguati strumenti di raccordo con i Comuni e le Comunità Montane, prevedendo la partecipazione degli stessi alla individuazione degli obiettivi e all’organizzazione dei servizi connessi alle funzioni e ai compiti di cui all’art. 2, comma 1, del presente decreto legislativo.

 

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