Iniziativa Comunitaria "Equal" - Linee prioritarie
Il Lavoro e l'Istruzione - Iniziativa Comunitaria
Iniziativa Comunitaria "Equal"

Linee prioritarie di programmazione regionale nell'ambito dell'Iniziativa Comunitaria Equal

Misura 1) prioritaria

Creare le condizioni per l’inserimento lavorativo dei soggetti più deboli sul mercato

Ambiti prioritari di intervento regionale

Sperimentazione di nuovi circuiti per l’occupabilità per le categorie maggiormente discriminate soggette a barriere di ingresso e reingresso al lavoro e di un nuovi collegamenti con i servizi per l’impiego.

Promozione di nuovi accordi (patti, contratti) tra le imprese e gli attori del territorio che supportino l’inserimento di particolari categorie, l'emersione del lavoro sommerso e lo sviluppo del territorio.

Promozione di un collegamento stabile tra gli strumenti di natura socio-assistenziale e gli interventi di politica formativa e del lavoro.

Tipologie prioritarie di azioni

promozione di attività di ricerca, rilevazione fabbisogni, mappatura delle competenze di genere;

attuazione di "Patti per il lavoro" a livello locale, con le forze economiche e sociali attive sul territorio attraverso cui contribuire ad uno sviluppo del territorio che punti a eliminare quelle barriere che impediscono l’accesso al lavoro ai gruppi sociali maggiormente discriminati;

azioni di riequilibrio del mismatch tra offerta e domanda di lavoro, a favore dei soggetti più discriminati attraverso la sperimentazione di circuiti di servizi per l’occupabilità collegati con i servizi per l’impiego;

azioni di avvicinamento al mondo del lavoro regolare delle categorie più deboli, quale strumento di lotta al sommerso, attraverso interventi che agiscono sul singolo individuo e/o su gruppi di individui, che promuovano l’imprenditorialità singola e associata (empowerment, innalzamento del capitale di competenze professionali e relazionali, accompagnamento autoimprenditorialità ecc.);

sperimentazione di nuovi accordi di inserimento tra le imprese e i destinatari finali, che individuino a monte i risultati da raggiungere, le tappe e le richieste di ciascun contraente e che promuovano l’utilizzo delle nuove tecnologie dell’informazione come strumento di avvicinamento del soggetto alle imprese, garantendo altresì un reale collegamento con i Servizi per l'Impiego, offrendo loro ulteriori strumenti e dispositivi per migliorare l’efficacia dei circuiti di sviluppo dell’occupabilità;

attivazione di osservatori permanenti sulle discriminazioni che coinvolgano i Servizi per l'Impiego al fine di promuovere una maggiore specializzazione dei servizi all'impiego con riferimento alle categorie più deboli;

sperimentazione di interventi di accesso al mercato del lavoro dei gruppi deboli, sulla base di strategie concertate tra i sistemi capaci di integrare le politiche di coesione sociale (reddito minimo di inserimento, agevolazioni fiscali, sostegno alla famiglia, alla maternità, buoni servizio ecc.) con gli interventi di politica formativa e del lavoro;

attivazione di reti di servizi sociali, sanitari, culturali, con i servizi per l’impiego e formativi per l’attuazione di piani di reinserimento dello svantaggiato.

Misura 3) prioritaria

Rafforzare l’economia sociale nelle direzioni della sostenibilità e della qualità delle imprese e dei servizi

Ambiti prioritari di intervento regionale

Qualità delle imprese sociali, con riferimento sia ai posti di lavoro che ai servizi erogati all’esterno

Tipologie prioritarie di azioni

promozione di attività di ricerca, rilevazione fabbisogni, mappatura delle competenze di genere;

sperimentazione di modelli di rapporto lavoratore/organizzazione/volontari, volti a perseguire un equilibrio tra livelli retributivi adeguati, formazione, esperienze maturate, responsabilità, impegno e qualità del lavoro;

sperimentazione di forme organizzative ed orari di lavoro flessibili, coniugati con esigenze e tempi di formazione, di accompagnamento e sostegno, di inserimento sociale dei soggetti più deboli;

sperimentazione di nuovi servizi e di nuove modalità di erogazione degli stessi, mediante la partecipazione degli utenti dei servizi erogati alla gestione degli stessi;

definizione di modelli di misurazione di qualità dei servizi erogati che, accanto ai criteri di efficacia/efficienza, utilizzino anche criteri inerenti alla soddisfazione dell’utente/fruitore e alla sua compartecipazione alla definizione e gestione del servizio stesso;

definizione di nuove figure professionali che favoriscano la differenziazione e la personalizzazione nell’offerta e nelle modalità di erogazione dei servizi dell’economia sociale e sperimentazione di percorsi formativi personalizzati rivolti a tale figure.

Misura 4) prioritaria

Utilizzare la leva della formazione continua per combattere le discriminazioni e le disuguaglianze di trattamento nel mercato del lavoro

Ambiti prioritari di intervento regionale

Elaborazione di metodologie e prassi per la valorizzazione delle risorse umane finalizzate alla formulazione di piani e programmi di sviluppo e formazione che prevedano percorsi formativi, anche individuali, volti a contrastare discriminazioni e prevenire rischi dell'obsolescenza dei lavoratori .

Sperimentazione di nuove forme integrate di azioni (formazione/ricerca/intervento) in grado di rispondere alle esigenze dei singoli (con particolare attenzione ai lavoratori atipici) tenendo anche conto delle necessità delle imprese.

Promozione di interventi a sostegno di settori locali trainanti e delle vocazioni territoriali finalizzati a creare nuove competenze professionali in grado di gestire i processi di cambiamento e di evitare l’emarginazione di individui e lavoratori dotati di competenze inadeguate.

Tipologie prioritarie di azioni

promozione di attività di ricerca, rilevazione fabbisogni, mappatura delle competenze di genere;

sperimentazione e messa in atto di strategie di collaborazione fra aziende, sindacati e lavoratori per conciliare gli interessi dell'individuo e dell’impresa nella progettazione e realizzazione delle attività di formazione;

elaborazione e sperimentazione di strumenti diagnostici e formativi (anche utilizzabili a distanza e on-line) tramite i quali favorire l’inclusione di lavoratori a rischio di marginalizzazione dal mercato;

sperimentazione di strategie di collegamento in rete e networking di operatori chiave dello sviluppo territoriale;

realizzazione di analisi delle competenze professionali legate allo sviluppo di un determinato territorio, e ritenute in grado di evitare l’emarginazione di soggetti e lavoratori dotati di competenze non in linea con tale sviluppo; ciò potrà essere fatto coinvolgendo nel partenariato gli enti locali, le parti sociali, l’associazionismo, le agenzie formative e gli organismi specializzati nell’analisi delle competenze;

sviluppo di figure professionali specializzate nello sviluppo del territorio e nel sostegno al tessuto imprenditoriale (soprattutto delle PMI) per la elaborazione di piani di sviluppo risorse umane.

Misura 5) non prioritaria

Contrastare i meccanismi di segregazione verticale e orizzontale e promuovere nuove politiche dei tempi

Ambiti di intervento regionale

Miglioramento della condizione di lavoro e conciliabilità con la vita di non lavoro.

Tipologie di azioni

promozione di attività di ricerca, rilevazione fabbisogni, mappatura delle competenze di genere;

interventi di sensibilizzazione ed informazione degli attori locali pubblici e privati, al fine di diffondere una cultura delle pari opportunità tra uomo e donna in grado di rimuovere quei pregiudizi che attualmente relegano la donna in ruoli poco qualificati e meno retribuiti rispetto agli uomini e stimolare sinergie tra mondo aziendale e istituzionale;

sperimentazione di azioni di formazione e sensibilizzazione volte a facilitare l’equilibrio tra responsabilità familiari e professionali e una migliore ripartizione di tali responsabilità tra i sessi;

sperimentazioni di azioni positive interne a programmi "work - family – life", tempo di lavoro, tempo della famiglia, tempo personale, per poter sfruttare al meglio il "diversity management";

messa in atto di interventi innovativi che garantiscano, a coloro che si allontanano per tempi e motivi diversi dal luogo di lavoro, il diritto all’accesso all’informazione, alla formazione/riqualificazione e ad altri tipi di supporto;

promozione del pieno utilizzo da parte di uomini e donne delle leggi sui congedi parentali.

 

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Sito Ufficiale della Regione Liguria

alla Voce 3. Iniziativa Comunitaria "Equal" della Sezione 02. Fondo Sociale Europeo

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