Lavori socialmente utili - Delibera Giunta Regionale del 1 marzo 2000 torna alla pagina precedente
Il Lavoro e l'Istruzione - Nuova normativa sui lavori socialmente utili
Nuova normativa sui lavori socialmente utili

Nuova normativa sui lavori socialmente utili

Delibera Giunta Regionale del 1 marzo 2000 n.295

OGGETTO: Legge 144/99 Approvazione delle modalità di attuazione della convenzione stipulata tra il Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale e la Regione Liguria ai sensi dell’art. 45, comma 6 Legge 144/1999

MODALITA' DI ATTUAZIONE

In attuazione dell'art.45, comma 6 , della legge 15 maggio 1999, n.144, la Regione Liguria ed il Ministero del lavoro hanno sottoscritto il 22 dicembre 1999 la relativa Convenzione per la definizione delle modalità di utilizzo delle somme risultate non impegnabili, nel corso dell'esercizio dell'anno 1999, per progetti di lavori socialmente utili, destinati a soggetti del cosidetto "regime transitorio" del decreto legislativo 468/97 e successive modificazioni.

L'art.4 della Convenzione individua le azioni finalizzate all'attuazione delle misure di politica attiva per il lavoro rivolte all'inserimento occupazionale prioritariamente dei soggetti del regime transitorio ed in subordine dei lavoratori in mobilità e Cigs, disoccupati ed inocccupati, soggetti in condizione di svantaggio individuale e/o nei confronti del mercato del lavoro.

Tenuto conto che l'art.45 della l.144/99 attribuisce alla Commissione di Concertazione la possibilità di deliberare, sulla base delle convenzioni, la destinazione delle predette risorse alla realizzazione di misure di politica attiva del lavoro e che la Convenzione stipulata con il Ministero prevede espressamente l'assegnazione dei fondi alla Regione, sono state sottoposte al parere della Commissione di Concertazione, nonchè a quello del Comitato Istituzionale, le modalità attuative della Convenzione di seguito indicate.

Destinatari

L'art. 2 della Convenzione individua come destinatari delle azioni e delle iniziative di promozione occupazionale prioritariamente i soggetti utilizzati in lavori socialmente utili che hanno conseguito una permanenza nei progetti di lavori socialmente utili di almeno 12 mesi entro la data del 31 dicembre 1998 o che possano maturare la suddetta permanenza in tali progetti, nel periodo compreso tra il primo gennaio 1998 ed il 31 dicembre1999 ai sensi dell'art.45, comma 6, della legge 144/99.

Per gli altri soggetti destinatari indicati, in subordine, al punto b) dell’art. 2 della convenzione si propone il seguente ordine di priorità:

1- lavoratori fuoriusciti da aziende a seguito di procedure concorsuali e che abbiano svolto almeno sei mesi in attività socialmente utili

2- categorie di lavoratori già individuate ai sensi dell'art.25, comma 5, lettera c, della legge 223/91 con decreti ministeriali 18/5/93 e 23/6/94

3- lavoratori in mobilità e in cassaintegrazione guadagni straordinaria

4- disoccupati o inoccupati.

Priorità di interventi

Considerato che le risorse ad oggi disponibili, ammontanti a lire 1.883.000.000, non consentono un'efficace attuazione di tutte le azioni previste nell'ambito della Convenzione stessa, si ritiene , in fase di prima applicazione ed in attesa di un ulteriore conguaglio delle risorse, privilegiare alcune iniziative specifiche, che possano costituire una sperimentazione a livello regionale, sulla quale costruire un percorso mirato alla stabilizzazione occupazionale dei soggetti destinatari delle azioni in argomento.

Gli interventi di seguito indicati sono finalizzati esclusivamente all'utilizzo della predetta quota di finanziamento, fermo restando che, nell'eventualità di ulteriori conguagli di risorse, si potrà provvedere a ridefinire le azioni da finanziare.

A) Tirocini

Sulla base dell'esperienza acquisita, a seguito dell'applicazione della legge n. 196/97 nonchè della legge regionale n. 41/95, si riconosce l'istituto del tirocinio quale occasione per favorire l'accesso al mondo del lavoro.

Infatti il tirocinio risulta uno strumento di esperienza, formazione e di orientamento, capace di mettere il tirocinante in relazione con il mondo del lavoro e contestualmente per le aziende ospitanti è un'occasione per conoscere "in situazione" i soggetti da inserire quali lavoratori nell'azienda stessa.

Del resto, dalle rilevazioni effettuate da Italia Lavoro nell'ambito del progetto "OFF", risulta che i soggetti del "regime transitorio" sono prevalentemente concentrati nelle fasce d'età tra 25 e 34 (49,2%9 e tra 35 e 44 anni (34,4%), con una percentuale significativa del 9,7% per la fascia d'età compresa tra 45 e 54 anni.

Per quanto attiene ai titoli di studio posseduti si registra invece una prevalenza dei titoli medio alti (53,6%) seguiti da una percentuale del 21% dei soggetti in possesso di diploma di scuola media inferiore.

Analogamente diversificate sono risultate essere le professionalità ed i settori di provenienza dei soggetti intervistati.

Dall'analisi dei dati rilevati si ritiene quindi che il tirocinio rappresenti lo strumento più rispondente alle esigenze delle diverse tipologie dei soggetti interessati, in quanto la normativa vigente non richiede per il tirocinante particolari requisiti professionali o di età ed inoltre ne consente l'attivazione anche da parte di datori di lavoro pubblici.

Al fine di promuovere tale strumento, si concede ai tirocinanti, per la durata dell'esperienza, un sostegno al reddito, pari all'attuale importo dell'assegno erogato dall'I.N.P.S. per attività socialmente utili, per una presenza di almeno 20 ore settimanali.

Per favorire altresì l'instaurazione di un rapporto di lavoro subordinato tra il tirocinante e l'azienda ospitante si prevede l'erogazione di incentivi "una tantum" a favore delle aziende, pubbliche e private, che procedano all'assunzione dei tirocinanti con contratto a tempo determinato e/o indeterminato.

Tali incentivi sono cumulabili con altri benefici e/o contributi eventualmente riconosciuti dalla normativa vigente, nel limite consentito dalla normativa comunitaria :

- nel caso di assunzione a tempo determinato, contributo sino a 3 milioni;

- nel caso di assunzione a tempo indeterminato, contributo sino a 15 milioni, che dovrà essere restituito per intero alla Provincia qualora la risoluzione del rapporto di lavoro avvenga entro tre anni dall'assunzione stessa. Nel caso in cui la risoluzione del rapporto di lavoro sia dovuta a giusta causa o giustificato motivo o sia conseguente alle dimissioni del lavoratore, il datore di lavoro usufruirà degli incentivi in misura proporzionale al periodo lavorativo effettivamente prestato e sarà tenuto a restituire alla Provincia la quota eccedente del contributo percepito.

Le Province, al momento dell'erogazione degli incentivi, provvederanno a commisurare l'entità dell'incentivo stesso esclusivamente sulla base delle disposizioni legislative in materia di contributi e comunque non oltre il limite consentito dalla normativa comunitaria.

Per quanto attiene alle modalità di attivazione dei tirocini si deve far riferimento alle disposizioni vigenti in materia di tirocini formativi ed orientamento.

I soggetti destinatari della disciplina transitoria al termine del periodo di tirocinio, qualora non siano assunti con contratto di lavoro a tempo indeterminato non decadono dai benefici previsti nei loro confronti dalle vigenti disposizioni.

Analogamente nel caso in cui l'eventuale contratto a tempo determinato, successivo al tirocinio, non venga trasformato in contratto a tempo indeterminato, i soggetti destinatari della disciplina transitoria non decadono dai benefici previsti nei loro confronti dalle vigenti disposizioni.

Ai fini dell'attuazione della presente iniziativa, si individuano nelle Province i soggetti promotori dei tirocini formativi e di orientamento, quali Enti in grado di garantire omogeneità ed efficacia agli interventi previsti in considerazione delle competenze loro attribuite in materia di collocamento e politiche attive del lavoro.

Per svolgere tale attività specifica le Province possono avvalersi, ai sensi dell’art. 4 comma 2 della Convenzione, del supporto di "Italia Lavoro S.p.A." che nell’ambito del progetto "OFF", può offrire assistenza sia per la ricerca dei datori di lavoro, pubblici e privati, disponibili ad attivare tirocini, sia per la messa a disposizione dei tutori necessari; nonchè del supporto delle Associazioni datoriali di categoria.

B) Cantieri lavoro

Si prevede l'attivazione di progetti di cantieri di lavoro, ai sensi della l.r.n.55/88 e con finanziamento a carico degli Enti proponenti, destinati a quei soggetti, già impegnati in lavori socialmente utili, ai quali, pur non essendo del "regime transitorio", manchino non più di due anni al raggiungimento dei requisiti per il pensionamento di anzianità o di vecchiaia.

Infatti lo strumento dei cantieri riconosce la copertura previdenziale figurativa ai fini del pensionamento per i lavoratori impegnati.

Nel caso specifico gli Enti promotori, ottenuta l'autorizzazione della Regione all'apertura dei cantieri ai sensi della l.r.n.55/88, possono richiedere alla Provincia di competenza un contributo di lire 850.000 a concorrenza del costo sostenuto sostenuto per l'indennità spettante ai lavoratori.

Ai soggetti utilizzati nel cantiere sarà corrisposta l'indennità giornaliera prevista dalla l.r.55/88.

Modalità di attuazione degli interventi

Le Province liguri provvedono ad attivare e gestire le predette iniziative, sulla base dei criteri e delle modalità indicate.

La Regione ripartisce tra le Province liguri la somma di lire 1.883.000.000 come di seguito specificato:

- il 50% sulla base dei parametri già utilizzati per l’attribuzione dei fondi per l'esercizio di divulgazione e supporto di cui alla legge regionale n.41/95 (tab.E2 del Programma triennale 1999-2001), consistente nelle sottoelencate percentuali:

Provincia di Genova 48,34

Provincia di Imperia 15,76

Provincia di La Spezia 18,97

Provincia di Savona 16,94

in quanto tali parametri assicurano omogeneità di trattamento tra le Province e tengono altresì conto delle modalità di gestione delle Province stesse, come da Programma triennale sopraindicato;

il restante 50% sulla base dell’incidenza in ambito provinciale del numero dei soggetti utilizzati in lavori socialmente che hanno conseguito una permanenza in tale tipo di attività di almeno 12 mesi al 31/12/1999 ;

La Regione eroga alle Province la prima quota pari al 50% contestualmente al provvedimento di riparto delle risorse finanziarie;

- la restante quota sarà assegnata successivamente al 30 settembre 2000 ed entro il 31 dicembre 2000, tenuto conto delle risorse già utilizzate dalle Province nonchè delle previsioni di spesa presentate al 30 settembre 2000 da ciascuna Provincia, sentito il parere della Commissione di Concertazione.

Ad avvenuta comunicazione da parte della Regione della delibera di approvazione delle modalità operative, le Province provvederanno ad emanare apposito bando per la pubblicizzazione di dette iniziative nonchè ad attivare le procedure al fine della stipula delle convenzioni. Le iniziative dovranno essere finanziate secondo l' ordine cronologico di avvio.

Successivamente al 30 settembre la Regione provvederà a verificare i risultati di efficacia degli interventi sopraindicati ed eventualmente a ridefinire nuove priorità per il raggiungimento degli obiettivi previsti dalla Convenzione, nonchè a rideterminare la misura degli incentivi previsti tenendo conto delle eventuali nuove disposizioni legislative. HTML|Lsu

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