Le leggi regionali - La relazione di accompagnamento torna alla pagina precedente
Il Lavoro e l'Istruzione - La relazione di accompagnamento alla legge regionale n.27/1998
La relazione di accompagnamento alla legge regionale n.27/1998

La relazione di accompagnamento alla legge regionale n.27/1998

Relazione illustrativa di accompagnamento al disegno di legge regionale di applicazione del Decreto Legislativo N.469/1997 Disciplina dei Servizi per L’Impiego e della loro integrazione con le Politiche Formative e del Lavoro.

Per visualizzare il testo di legge clicca qui.

Il tema della riforma dei servizi del lavoro si inserisce nel più ampio e complesso quadro della riorganizzazione della pubblica amministrazione finalizzata all'obiettivo del federalismo amministrativo. Tale riorganizzazione, iniziata con la legge n.142/1990 relativa all’ordinamento delle autonomie locali, ha trovato un punto fermo di fondamentale importanza nella legge n.59/1997, dalla quale discende l’elaborazione del decreto legislativo 23 dicembre 1997, n.469 "Conferimento alle regioni ed agli enti locali di funzioni e compiti in materia di mercato del lavoro, a norma dell’articolo 1 della legge 15 marzo 1997, n.59".

Con tale decreto le competenze relative al collocamento, alla gestione del mercato e delle politiche attive del lavoro, con la sola eccezione delle funzioni di vigilanza, rientrano pienamente nelle competenze oggetto di conferimento al sistema degli Enti locali.

Va sottolineato che tale processo consente di ricongiungere queste attribuzioni a quelle finora separate della formazione professionale, tradizionalmente ascritte alla titolarità regionale. La ridefinizione delle politiche del lavoro e del loro rapporto con le politiche formative e con l’intero sistema educativo diviene così un ambito strategico di innovazione legislativa che si intreccia con il progetto di costruzione dei servizi per il lavoro.

A questo riguardo un importante punto di riferimento di carattere normativo è rappresentato dalla legge n.196/1997, attuativa dell’accordo sul lavoro del 24 settembre 1996. Vengono qui infatti introdotti nuovi istituti, come il lavoro interinale, o delineate modalità rinnovate per l’esercizio di strumenti già esistenti come l’apprendistato, i contratti di formazione e lavoro ed i tirocini od, infine, individuati i principi guida della riforma della legge n.845/1978 che definiscono un nuovo ruolo strategico del progetto per i servizi al lavoro.

Infine il progetto di riforma della Scuola contribuisce a produrre un contesto nuovo nel rapporto fra sistema educativo-formativo e lavoro.

In questo quadro si è sviluppata la consapevolezza che la realizzazione di efficaci servizi per il lavoro si colloca a pieno titolo fra le azioni di un programma di politiche del lavoro, ed in particolare di un programma a scala regionale, che sappia adeguare gli interventi alle specificità dei mercati locali del lavoro. In questo senso i servizi per il lavoro si configurano come lo strumento attraverso il quale sostenere le scelte professionali, ridurre i tempi d’attesa nella ricerca di lavoro o di manodopera, favorire l’accesso a percorsi di formazione, valorizzare le risorse di soggetti in difficoltà, aiutare il processo di integrazione fra il sistema formativo e l’impresa.

Con l’approvazione della legge regionale n.52/1993 si è provveduto, in attuazione dei principi sanciti dalla legge n.142/1990, a trasferire alle Province funzioni di pianificazione e di gestione in materia di formazione e orientamento professionale ed a prevedere l’elaborazione, da parte della regione, di un unico atto programmatorio relativo alle politiche attive del lavoro.

Nell’obiettivo di una indispensabile quanto logica integrazione degli strumenti di politiche attive del lavoro, che si deve concretizzare in un unico atto programmatorio, la legge regionale del 14 agosto 1995 n.41 recante "Disposizioni in materia di promozione occupazionale" costituisce un importante strumento, di cui la Regione si è dotata non soltanto a seguito della necessità di innovazioni derivanti dal mutato contesto economico, occupazionale e normativo nazionale, ma anche per contribuire a creare nuove opportunità produttive ed occupazionali. La gestione di tali interventi è stata delegata alle Province che, in tal modo, acquistano ulteriori ruoli e compiti di estrema rilevanza già riconosciutigli nella richiamata legge regionale n. 52/1993.

In materia di cantieri scuola e di lavoro, oggetto di un interesse sempre crescente da parte degli enti locali, la Regione Liguria si è dotata fin dal 1988 di una legge, la n. 55 dell’8 novembre, modificata dalla legge regionale n. 3 del gennaio 1993 recante "Interventi per l’occupazione di lavoratori licenziati per riduzione di personale o cessazione di attività", che prevede l'inserimento anche dei lavoratori licenziati.

Con la recente legge regionale 15 maggio 1996 n.22 " Interventi regionali per favorire l’occupazione in Lavori socialmente utili" la Regione Liguria ha inteso favorire l’inserimento o il reinserimento lavorativo di soggetti, tra i quali i disoccupati di lunga durata, anche attraverso l’acquisizione di una più elevata qualificazione professionale.

Gli orientamenti contenuti in tali leggi regionali ed, in particolare, il trasferimento alle province di funzioni in materia di formazione e orientamento professionale e di interventi a favore dell’occupazione, costituiscono un quadro legislativo regionale caratterizzato da un forte decentramento amministrativo già operativo. In coerenza con tale quadro si colloca il presente disegno di legge, che conferma la scelta di un ampio conferimento di funzioni alle province, al fine di rendere effettiva l’integrazione delle politiche formative e del lavoro, come prescritto dal decreto legislativo 23 dicembre 1997, n.469. Tale integrazione viene altresì rafforzata dal coinvolgimento degli Enti locali, che possono contribuire alla realizzazione dei servizi erogati nell’ambito dei Centri per l’impiego.

In tal senso il disegno di legge non rappresenta un mero recepimento di quanto prescritto dall’articolo 4, comma 1 del Decreto legislativo n.469/1997, ma ne arricchisce i contenuti disegnando una rete organica di collaborazione e interazione tra Regione, enti locali, soggetti pubblici e privati e definendo un ruolo forte del Sistema informativo regionale integrato per l’occupazione a garanzia della democraticità e della trasparenza dell’accesso alle opportunità.

Articolo 1

Definisce le finalità e l’oggetto del disegno di legge regionale in attuazione del decreto legislativo 23 dicembre 1997, n. 469. In particolare individua l’obiettivo di realizzare un sistema integrato di servizi che abbia come propria sede i centri per l’impiego quali strutture delle province alla cui realizzazione possono contribuire i comuni interessati.

Nell’ambito della costruzione di tale sistema, la regione valorizza la qualità del lavoro, programma e coordina le politiche di incremento occupazionale, l’incontro tra domanda e offerta di manodopera e l’inserimento delle persone svantaggiate. La regione favorisce la concertazione con le parti sociali e le intese con le istituzioni e favorisce la semplificazione dell’attività amministrativa in applicazione delle leggi n.241/1990 e n.127/1997.

Articolo 2

Definisce le competenze regionali relative alla promozione, programmazione, indirizzo e coordinamento in materia di servizi per l’impiego, nonché le funzioni di raccordo con gli organismi nazionali e dell’Unione europea.

Articolo 3

Stabilisce che gli indirizzi programmatici del sistema integrato dei servizi per l’impiego siano contenuti nel programma triennale di cui alla legge regionale n.52/1993.

Articolo 4

Attribuisce alle Province le funzioni ed i compiti di cui all’articolo 2, comma 1 del decreto legislativo n.469/1997, nonché l’erogazione dei servizi connessi a tali compiti ed a quelli di cui al comma 2 dello stesso articolo, che devono essere svolti in modo integrato con le competenze attribuite dalle leggi regionali n.52/1993 e n.41/1995, presso i centri per l’impiego.

Viene previsto il trasferimento alle Province delle competenze dell’ex commissione regionale per l’impiego individuate dalla Giunta Regionale. Si prevede che tali competenze siano esercitate tramite le Commissioni provinciali tripartite di cui all’articolo 6 del decreto legislativo n.469/1997.

Articolo 5

Prevede che la Regione, previa diffida alla Provincia, provveda alla nomina di un commissario ad acta nei casi di mancata individuazione dei centri per l’impiego nonché di inerzia o inosservanza delle direttive regionali.

Articolo 6

Istituisce la Commissione regionale di concertazione, in applicazione dell’articolo 4, comma 1, lettera b) del decreto legislativo n.469/1997, indicandone la composizione, la durata in carica, le modalità di costituzione e di funzionamento.

Articolo 7

Definisce i compiti della Commissione come quelli già appartenuti alla Commissione regionale per l’impiego e non trasferiti alle Province ed inoltre attribuisce ad essa la formulazione di pareri sul Programma triennale di cui alla legge regionale n.52/1993.

Articolo 8

Istituisce il Comitato istituzionale regionale, in applicazione dell’articolo 4, comma 1, lettera c) del decreto legislativo n.469/1997, indicandone la composizione, la durata in carica, le modalità di costituzione e di funzionamento. Attribuisce altresì al Comitato la funzione di rendere effettiva sul territorio l’integrazione tra i servizi all’impiego, le politiche attive del lavoro e le politiche formative, nonché quella di esprimere pareri e proposte alla Regione ed alle Province.

Articolo 9

Prevede che la Regione indìca conferenze regionali, per l’integrazione delle politiche formative, del lavoro e dell’istruzione.

Articolo 10

Istituisce un Ente strumentale della Regione ai sensi della legge regionale n.28/1994, denominato "Agenzia Liguria Lavoro", prevedendo che possa essere utilizzato anche dalle Amministrazioni provinciali, previa intesa con la Regione.

Articolo 11

Stabilisce che i compiti dell’Agenzia siano quelli di assistenza tecnica e monitoraggio delle materie di cui all’articolo 2, comma 2 del decreto legislativo n.469/1997 ed inoltre in materia di programmazione e qualificazione dei servizi per l'impiego e del lavoro, di promozione delle attività e di documentazione, di informazione ed orientamento professionale, di osservatorio sul mercato del lavoro e di sistema informativo del lavoro. L’Agenzia opera sulla base di un Piano annuale approvato dalla Regione, che può avvalersi dell’Agenzia stessa per la realizzazione di specifici progetti ed iniziative.

Articolo 12

Definisce organi dell’Agenzia il Direttore generale ed il Revisore dei conti.

Articolo 13

Stabilisce le modalità di nomina del Direttore generale dell’Agenzia, in deroga all’articolo 11 della legge regionale 55/1993, le sue funzioni, compiti e le modalità per l’eventuale sostituzione.

Articolo 14

Stabilisce le modalità di definizione della dotazione organica dell’agenzia, lo stato giuridico ed il trattamento del personale assegnato dalla Regione, nonché la possibilità che l’Agenzia affidi incarichi a tempo determinato e di collaborazione professionale.

Articolo 15

Prevede i mezzi finanziari e patrimoniali di cui dispone l’Agenzia.

Articolo 16

Prevede che la Regione definisca, con propria deliberazione, il numero ed i criteri di distribuzione territoriale dei Centri per l’impiego. Attribuisce alle Province il compito di istituire i centri per l’impiego, presso i quali vengono erogati i servizi di collocamento, orientamento, promozione occupazionale, supporto alle attività di formazione professionale, analisi del mercato del lavoro e gli altri servizi connessi alle funzioni di cui all’articolo 2, comma 2 del decreto legislativo n.469/1997. Le Province debbono, nella realizzazione dei servizi sopra indicati, garantire il rispetto degli standard di qualità definiti dalla Regione. Prevede la possibilità che all’interno dei centri per l’impiego possano essere allocati servizi rivolti all’inserimento lavorativo di competenza di altri enti locali e servizi gestiti da privati coerenti con le finalità della legge. Questi ultimi non devono comportare oneri a carico delle Amministrazioni stesse. Prevede che le Province individuino i centri per l’impiego ove svolgere servizi specialistici sulla base delle indicazioni del programma triennale e che le province stesse possano stipulare convenzioni con enti locali e soggetti pubblici e privati per migliorare l’erogazione dei servizi informativi.

Articolo 17

Definisce i criteri e le modalità di erogazione dei servizi, che devono essere orientati a qualificare le risorse umane e da favorire l’inserimento nel mondo del lavoro. Prevede che le Province possano stipulare convenzioni, nel rispetto degli standard regionali, con soggetti pubblici e privati per far fronte ad esigenze locali e migliorare la qualità dei servizi all’utenza. Prevede che l’iscrizione alle liste di collocamento possa essere effettuata presso i Comuni.

Articolo 18

Definisce le caratteristiche, l’organizzazione, la strumentazione e le modalità di implementazione del Sistema informativo regionale integrato per l’occupazione. Individua le finalità del Sistema stesso nei confronti dei soggetti istituzionali come supporto amministrativo, gestionale, conoscitivo agli interventi pubblici in materia di politiche del lavoro e nei confronti degli utenti e degli operatori del sistema come messa a disposizione di informazioni, conoscenze, opportunità sul mercato del lavoro. Istituisce un organismo tecnico di raccordo tra Regione, amministrazioni locali e Ministero del lavoro per garantire l’omogeneità del Sistema stesso.

Articolo 20

Individua le modalità di trasferimento alla Regione ed alle Province del personale dello Stato di cui all’articolo 7, comma 6 del decreto legislativo n.469/1997.

Articolo 21

La norma transitoria definisce le procedure per assicurare l’avvio delle attività nella fase di prima applicazione della legge.

Articolo 22

Le disposizioni finanziarie individuano le risorse da utilizzarsi per la realizzazione degli interventi previsti.

Articolo 23

Le norme finanziarie istituiscono i capitoli di spesa in entrata e in uscita per la realizzazione degli interventi previsti.

Articolo 24

Ridefinisce i contenuti del Programma triennale di cui alla legge regionale 52/1993, che assume la denominazione "Programma triennale dei servizi per l’impiego, delle politiche formative e del lavoro". Abroga il Comitato regionale per le politiche attive del lavoro, il Comitato tecnico scientifico dell’Osservatorio sul mercato del lavoro ed il piano di lavoro annuale dell’Osservatorio stesso.

HTML|NSI1

Attenzione!
Questa pagina è stata spostata ed è ora raggiungibile sul nuovo
Sito Ufficiale della Regione Liguria

alla Voce 8. I Servizi per l'Impiego in Liguria della Sezione 04. Lavoro

Per saperne di più ...