Disabili - Nota Circolare Ministero del Laloro 23 aprile 2001 n. 638/m96 torna alla pagina precedente
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Nota Circolare Ministero del Laloro 23 aprile 2001 n. 638/m96

  • Regolamento n.357/2000. Esoneri parziali. Risposte a quesiti interpretativi.
  • Si forniscono, di seguito, le risposte ai quesiti formulati con nota n.0028419/01 del 22 febbraio 2001.

    1. Quanto alla possibilità di reiterare o meno il provvedimento di autorizzazione di esonero parziale a favore di un’azienda che ripresenta la richiesta, ciò è teoricamente possibile, considerata la natura dell’istituto e la non preclusione espressa dalla normativa. Deve evidenziarsi, che, l’art.3, comma 3, del citato D.P.R. n.357/2000, dispone, altresì, che "il servizio può proporre misure di inserimento mirato dei lavoratori disabili, ai datori di lavoro che fruiscono dell’autorizzazione all’esonero parziale, non prima che siano trascorsi sei mesi dal rilascio della prima autorizzazione". Ciò non impedisce, di fatto, la possibilità di reiterare il provvedimento autorizzativo, in assenza di soluzioni idonee per l’inserimento lavorativo del disabile.

    2. Quanto all’applicabilità dell’istituto dell’esonero ai datori di lavoro che occupano da 15 a 35 dipendenti, preliminarmente va evidenziato che tale istituto, così come disciplinato dal D.M. 357/2000 si configura come uno strumento meramente residuale rispetto alle varie possibilità di avviamento al lavoro offerto dalla legge n.68/99.

    In particolare si osserva che l’accesso all’istituto dell’esonero parziale da parte dei datori di lavoro che devono occupare un solo dipendente disabile in ambito nazionale e/o provinciale non appare esperibile, in quanto l’esonero viene connotato dalla legge come un istituto "parziale" e non come esenzione totale dagli obblighi previsti dalla legge 68/99, caso nel quale verrebbe meno la finalità perseguita dalla norma.

    3. Relativamente alla corretta interpretazione da attribuire alla caratteristica della "particolare modalità di svolgimento dell’attività lavorativa svolta dal datore di lavoro richiedente l’esonero parziale", si fa presente che la stessa, verificata sulla base del rapporto redatto dal Servizio ispezione lavoro o del Servizio Sanitario Nazionale, spetta al singolo servizio provinciale competente in materia, in relazione alla situazione organizzativa del datore di lavoro e al tipo di lavoro svolto.

    Si rappresenta, infatti, che il datore di lavoro accede all’istituto dell’esonero parziale dopo aver verificato, con esito negativo, con l’organo preposto al collocamento obbligatorio, la mancanza di professionalità adeguata al tipo di attività svolta.

    4. Circa il significato da attribuire a "giornata lavorativa" ai fini del calcolo del contributo esonerativo complessivo da versare, premesso che le giornate da considerarsi ai fini del contributo debbono essere quelle dal lunedì al sabato (quest’ultimo considerato giornata lavorativa a zero ore), si osserva, tuttavia che la ratio dell’istituto impone di considerare solo le prestazioni lavorative che dovrebbero essere effettuate a norma di contratto; pertanto, se, sulla base del contratto, e dell’attività svolta dal datore di lavoro (nella quale sarebbero stati occupati i lavoratori disabili), l’orario settimanale è articolato su cinque giornate lavorative, il contributo esonerativo va calcolato su cinque giornate; viceversa se il sabato è lavorativo il contributo è versato anche per tale giornata.

    5. Il quesito non può che essere risolto con riferimento alle modalità individuate in ambito regionale. Infatti, l’art.2, comma 3, del Decreto 357/2000, attribuisce alle regioni la determinazione dei criteri e delle modalità per il pagamento, la riscossione, il versamento del contributo esonerativo, nonché la periodicità con il quale il datore trasmette al servizio copia dei versamenti a tale titolo effettuati.

    Si precisa, inoltre, che la certificazione di ottemperanza va rilasciata previa presentazione da parte del datore di lavoro del versamento del contributo esonerativo (effettuato secondo le modalità indicate dall’organo regionale competente in materia), così come previsto dall’art.5, comma 5, Decreto 357/2000.

    IL DIRETTORE GENERALE
    Daniela Carlà HTML|Leggi

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